1900 morti dall’inizio dell’anno

 

 Carlo Lania, ROMA, 26.8.2014 “Il Manifesto”

Immigrati. L’Onu: «Serve un intervento internazionale». Oggi il vertice Alfano-Malmstrom

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Diciotto morti al giorno negli ultimi tre mesi scarsi, per un totale 1.600 morti. Che diven­tano 1.889 se si comin­cia a con­tare dall’inizio dell’anno. Sono i migranti che hanno perso la vita nel Medi­ter­ra­neo nel ten­ta­tivo dispe­rato di arri­vare in Europa. Vit­time della vio­lenza degli sca­fi­sti, ma anche del mal­tempo o sem­pli­ce­mente della poca affi­da­bi­lità dei rot­tami sui quali sono costretti a viag­giare ammas­sati all’inverosimile. A fronte di que­sta strage silen­ziosa, ci sono i 113mila dispe­rati che nelle stesse acque e nello stesso periodo di tempo l’operazione Mare nostrum ha tratto in salvo, arri­vando a pren­derli quasi ai con­fini con le acque ter­ri­to­riali libiche.

A ricor­dare i dati è stata ieri da Gine­vra Melissa Fle­ming, por­ta­voce dell’Unhcr, l’alto com­mis­sa­riato della Nazioni unite per i rifu­giati, per la quale un inter­vento comune dei Paesi dell’Unione euro­pea per far fonte alla crisi det­tata dall’immigrazione dal nord Africa ormai non è più rin­via­bile. E a sot­to­li­neare l’urgenza del momento, da New York le ha fatto eco un por­ta­voce dell’Onu invo­cando anche lui «un inter­vento inter­na­zio­nale». Cifre e sol­le­ci­ta­zioni che arri­vano pra­ti­ca­mente nelle stesse ore in cui a Roma, nella sede della dire­zione cen­trale dell’immigrazione e delle poli­zia di fron­tiera, tec­nici del governo ita­liano si con­fron­tano con rap­pre­sen­tanti della com­mis­sione euro­pea e di Fron­tex, l’agenzia euro­pea per il con­trollo delle fron­tiere, alla ricerca di una solu­zione che con­senta all’Italia di non ritro­varsi più da sola nel soc­cor­rere ogni giorno migliaia di uomini, donne e bam­bini in fuga da fame, vio­lenze e guerre. Un ver­tice tec­nico pen­sato per met­tere a punto una serie di pos­si­bili solu­zioni che oggi il mini­stro Alfano discu­terà a Bru­xel­les con il com­mis­sa­rio agli affari interni dell’Ue Ceci­lia Malm­strom. Sem­pre che si sia riu­sciti dav­vero a col­mare le distanze esi­stite finora tra i desi­de­rata del governo ita­liano e la volontà (poca) dimo­strata dall’Ue di non lasciare sola la nostra marina mili­tare nelle ope­ra­zioni di soc­corso nel canale di Sicilia.

Che l’Europa debba fare di più non ci sono dubbi. Lo sa anche Ceci­lia Malm­strom che all’indomani di ogni tra­ge­dia del mare pro­mette inter­venti che finora però non si sono visti. Il pro­blema vero è che quando nel 2004 venne fon­data Fron­tex — che oggi Alfano vor­rebbe sosti­tuire a Mare nostrum — l’agenzia fu pen­sata solo per ope­ra­zioni di con­trollo delle fron­tiere e oggi è del tutto ina­datta per inter­venti come quelli che da undici mesi con­duce la nostra marina. Quindi andrebbe ripen­sata com­ple­ta­mente, raf­for­zan­dola con mag­giori mezzi e finan­zia­menti. Basti pen­sare che il bud­get per il 2014 di Fron­tex ammonta a poco più di 89 milioni di euro, dei quali solo 21 desti­nati alle ope­ra­zioni in mare, con­tro i 9 milioni e mezzo di euro al mese di Mare nostrum (soldi total­mente presi dal bilan­cio della Marina militare).

E’ chiaro che stando così le cose, il desi­de­rio di Alfano di vedere le navi dell’agenzia euro­pea sosti­tuire quelle ita­liane, è desti­nato a rima­nere per l’appunto solo un desi­de­rio. Al mini­stro i tec­nici della com­mis­sione euro­pea hanno spie­gato che un’ipotesi sulla quale lavo­rare più con­cre­ta­mente riguarda invece la pos­si­bi­lità di affian­care alle navi della nostra marina quelle di Fron­tex, raf­for­zata con mezzi aerei e navali in più messi a dispo­si­zione da altri Paesi euro­pei e magari divi­dendo le aree di inter­vento in modo da non lasciare più tutto il carico di lavoro solo all’Italia.

Resta però ancora da tro­vare rispo­sta a un’incognita non da poco. Le navi non ita­liane che inter­ver­ranno in futuro in ope­ra­zioni di sal­va­tag­gio, dove por­te­ranno i pro­fu­ghi rac­colti in mare? Finora nes­sun Paese si è detto dispo­ni­bile ad acco­gliere nuovi migranti, che quindi con­ti­nue­reb­bero a sbar­care nei nostri porti, obbli­gati poi dai rego­la­menti euro­pei a restare in Ita­lia nono­stante Alfano abbia chie­sto più volte la pos­si­bi­lità per i pro­fu­ghi di potersi tra­sfe­rire in Nord Europa, vera desti­na­zione per la stra­grande mag­gio­ranza di loro.

La parola passa adesso alla poli­tica, quando alle quat­tro di oggi pome­rig­gio Alfano incon­trerà la com­mis­sa­ria Malm­strom. Di sicuro un’eventuale solu­zione al pro­blema non sarà di imme­diata attua­zione. Intanto per­ché Mare nostrum non si può inter­rom­pere senza ren­dersi com­plici di nuovi e più pesanti stragi nel Mediterraneo.E poi per­ché un even­tuale accordo tra Alfano e Malm­strom richiede comun­que tempi tec­nici di attua­zione lun­ghi, al punto che il par­ziale disim­pe­gno ita­liano non potrebbe comin­ciare prima di quat­tro mesi. Prima tappa il pros­simo con­si­glio dei mini­stri degli Interni Ue in pro­gramma per il 9 e 10 otto­bre pros­simi, dove Alfano por­te­rebbe il pac­chetto di pro­po­ste messe a punto in que­sti giorni e che devono essere appro­vate. Dopo di che ci vor­reb­bero ancora almeno altri tre mesi per dare avvio alle operazioni.